Road to jobby: Pietro, Full-stack Developer

È il nostro “informatico”, il nostro “amico dei computer”, la persona da chiamare all’ennesimo litigio con la stampante. Ma è anche e soprattuto il nostro Dev, senza il quale jobby non avrebbe la sua anima digitale.
Oggi vi presentiamo: Pietro!

Quando eri più piccolo, quale lavoro sognavi di fare?

Da piccolo ho sognato di fare svariati lavori, venivo influenzato dalle realtà che mi affascinavano, con cui venivo in contatto o che vedevo in TV. Come gran parte dei bambini ho sognato di fare l’astronauta, il pilota di aerei e ovviamente il calciatore (ricco e famoso però…non di terza categoria😜). Ma c’era un mestiere che tornava ciclicamente tra i miei sogni: il veterinario. Mi sono sempre piaciuti molto gli animali, forse perché sono cresciuto in una casa in periferia circondato da cani, gatti, galline, galli, papere, pesci e tartarughe d’acqua. Poi però quando crescendo ho realizzato che il mestiere del veterinario probabilmente mi avrebbe portato a dover curare animali non sempre simpatici e docili, ho abbandonato l’idea.

Ripercorri velocemente il tuo passato: quali eventi ti hanno portato a ricoprire il ruolo che hai oggi in jobby?

Sono arrivato in jobby dopo un’esperienza come Co-founder di una startup in ambito HR. La startup si chiamava Jobyourlife e avevamo l’ambizione di rivoluzionare il mondo del recruiting online creando una piattaforma user friendly, dove le aziende potessero ricercare il profilo ideale per le loro esigenze, pescando da una community di professionisti iscritti alla piattaforma.

Finita questa esperienza casualmente un amico e collega mi ha contattato proponendomi la possibilità di lavorare per un altro progetto ambizioso – jobby – sempre legato al mondo del lavoro, ed eccomi qua.

In che modo jobby ti ha fatto crescere a livello personale o professionale?

L’ecosistema informatico di jobby è veramente molto grande e complesso e la gestione dell’infrastruttura è affidata a un team tecnico, del quale faccio parte, che è ancora molto ridotto. Questo ha fatto sì che sin da subito mi sono trovato a dover gestire una grossa mole di attività. jobby mi ha spinto quindi a pianificare meglio le attività, bilanciando l’esigenza aziendale di sviluppo del prodotto con l’ottimizzazione/automazione dei processi, per ridurre, a lungo andare, il carico di lavoro.

Questa credo sia una crescita chiaramente professionale. Penso però sia anche un’evoluzione personale, perché anche nella vita di tutti i giorni, l’organizzazione e la prioritizzazione delle cose da fare, aiuta ad alleviare il carico di attività quotidiane che tutti, chi più chi meno, dobbiamo affrontare. 💪

Prima o poi nella nostra carriera incontriamo un momento di crisi/stallo: tu come lo affronti?

Lo affronto distaccandomi dal problema, cercando di pensarci meno facendo qualche attività che mi distragga. In questo modo, quando ripenso all’oggetto della crisi, dello stallo, riesco a vedere la situazione in modo più distaccato e soprattutto in un contesto più ampio. Questa visione d’insieme credo aiuti a fare la scelta più corretta perché più lungimirante e meno influenzata dall’impulso.

Immagina di prendere una macchina del tempo e tornare indietro: quale consiglio daresti al te stesso di qualche anno fa?

Gli consiglierei di credere di più in se stesso, credo. A pensarci bene, penso mi direbbe la stessa cosa anche il me stesso tra 10 anni se lo incontrassi oggi (usando però una macchina del tempo più evoluta probabilmente 🤓)

Cosa ti fa dire “oggi sono felice!”?

Avere la mia famiglia al mio fianco, sicuramente. Oltre questo, beh…anche quando in tv c’è una partita della Juventus, di cui sono tifoso sfegatato!

Se dovessi descrivere jobby con 3 qualità, quale sceglieresti?

All’avanguardia 💡
Ambizioso 🚀
Utile ✨