Gig working: ecco perché è una scelta positiva

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Per la generazione Alpha, cioè quella dei nati dopo il 2010, non esiste mondo senza tecnologia e, di certo, non esisterà futuro senza gig working. L’estenuante, noioso e spesso infruttuoso iter di ricerca di lavoro fatto di ore perse a inviare curriculum nella speranza (talvolta vana) che arrivino a destinazione, verrà senz’altro scalzato da un’esperienza più veloce, soddisfacente ed estremamente personalizzata, in cui le piattaforme digitali faranno da padrone.

Ma se per i nativi digitali il gig working si rivelerà una prospettiva naturale, per le generazioni precedenti l’idea di abbandonare il posto fisso per passare a impieghi temporanei sembra ancora troppo rischiosa (basti pensare che in Italia nel 2018 i lavoratori gig erano solo il 2,03% del totale). Eppure, il gig working è una scelta positiva perché ci offre la possibilità di acquisire nuove skills e abbracciare un percorso lavorativo flessibile e su misura per noi, in grado di evolvere insieme alle nostre passioni.

Sfatiamo qualche mito

Tra i motivi che impediscono a molti di compiere il primo passo verso il gig working, c’è la paura di trovare solo possibilità lavorative come rider, categoria da sempre associata alla gig economy. In realtà, come già raccontavamo in un precedente articolo, un’indagine compiuta nel 2018 da Fondazione Debenedetti e Inps ha rivelato che solo il 12% dei gig workers italiani lavora fornendo un proprio mezzo privato come scooter e bicicletta. Che ne è, quindi, del restante 88%?

A giudicare dai dati tratti dalla nostra piattaforma, è impiegato in attività estremamente diverse fra loro: staff in negozio, lezioni private, ristorazione, montaggio mobili, traslochi, pet care, promozione, pulizie domestiche, riparazioni, giardinaggio, video editing, … Solo per citarne alcuni.

Anche le possibilità di guadagno offerte dal gig working vengono spesso sottovalutate. Basti pensare che su jobby, da gennaio a settembre 2019, il volume totale di compensi erogati è stato di circa 400.000€ e alcuni jobs hanno raggiunto un compenso singolo superiore a 200€.

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Un’opportunità in crescita

Nonostante nella nostra penisola sia ancora poco diffuso, comunque, il gig working italiano sembra decisamente in crescita. Gli utenti su jobby sono in aumento costante, con una media di oltre 1.700 nuove iscrizioni ogni mese.

Non solo studenti in cerca di occasioni per arrotondare, come si pensa spesso erroneamente, ma lavoratori gig di tutte le età: su jobby il più senior ha ben 84 anni, il più giovane solo 18. A essere precisi, i workers in età di studio (18-24 anni) iscritti sulla nostra piattaforma sono meno della metà del totale, il 49,86%. Un altro 37% è costituito dai lavoratori tra i 25 e i 39 anni, a cui si aggiunge un 12% nella fascia 40-59 e un 1% oltre i 60 anni.

Questi dati ci raccontano molto sul gig working, che è in grado di offrire opportunità concrete a protagonisti con età, skills e passioni molto diverse fra loro.

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Tutele e benefits con jobby joy

Un altro motivo di resistenza verso il gig working è la convinzione che il modello sia sempre privo di tutele verso chi vi opera, sebbene il recente contratto nazionale per i riders sembri tracciare un primo importante cambio di direzione.

In jobby, molto prima che il tema diventasse politicamente caldo, abbiamo sempre fornito il livello adeguato di tutele, mettendo a disposizione dei nostri workers un’assicurazione digitale contro infortuni e danni a terzi che li protegge mentre svolgono un job.

Ma non è tutto: da poco abbiamo introdotto “jobby joy”, il primo programma welfare dedicato ai gig workers. Articolato in 3 aree distinte – Salute e Tutele, Benefit e Sconti, Risparmio e Organizzazione – il programma garantirà agli utenti jobby vantaggi molto simili a quelli riservati ai dipendenti delle grandi Corporates internazionali, grazie a una rete di partnership in costante crescita.

Se proviamo a liberarci dai pregiudizi, insomma, non sarà difficile accorgerci delle prospettive concrete che offre il gig working e iniziare subito a coglierle.
In fondo, bastano entusiasmo, passione e uno smartphone!